Rivista Italiana di Teosofia

Luglio-agosto 2026

Anno LXXXII - N.07-08
cover luglio-agosto 2026

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza bimestrale. L'invio avviene tramite il servizio postale. In alternativa è possibile riceverla anche in formato PDF. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato in euro 30,00 per l’Italia e per l’Estero in euro 50,00 (formato cartaceo) o 30,00 (invio in PDF). Il versamento può essere effettuato: tramite bollettino sul conto corrente postale numero 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana APS - Tesoreria; tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana APS - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367; oppure con PayPal: https://www.eti-edizioni.it/collane-libri-e-dvd/770-rivista-italiana-di-teosofia.html

Area riservata

Lavorare per un mondo migliore
P. Moschin Calvi 1

Plasmare il futuro
T. Boyd 2

L’illuminazione
P.G. Parola 6

Radices amarae, fructus dulces
B. Girardi 13

Vivere in amorevole gentilezza
A. Bellentani 17

Evoluzione della coscienza: focus su sulla nuova frontiera?
P. Moschin Calvi 18

La scoperta del Sé
R. Puricelli 23

Cenni sullo yoga preliminare dai commentari di I.K. Taimni
L. Marini 28

Le religioni e i loro simbolismi
33

In armonia con la Terra, in armonia con l’Infinito
37

Dal diario di Henry Steel Olcott
39

La prima Scuola Olcott ha 142 anni

41

Il giardiniere del ginko-biloba – in ricordo del Fratello Luigi Antonio Macrì
L. Celano 42

Ricordo di Ermanno Vescia
44

Novità editoriale: “Le Forme-pensiero”
45

Segnalazioni 46

Recensioni 48

Dai gruppi 49

Al di là del velo 49

Lavorare per un mondo migliore

Questo numero della Rivista riporta alcune delle relazioni presentate al Seminario Teosofico di Ascona 2026, i cui lavori erano basati sul testo “Autocultura” di I.K. Taimni.
Lavorare su se stessi è il primo passo fondamentale per creare un impatto positivo sul mondo. Lo sviluppo della consapevolezza e dell’equilibrio interiore eleva non solo la nostra vita ma fa sì che diveniamo risorse anche per la comunità, per fare del mondo un posto migliore.
“… Il lavoro per un mondo migliore non è automatizzato. / Nessun computer sarebbe in grado di compiere una tal opera di speranza audace / di infondato ottimismo. / Siamo noi quelli spontanei. / Di fronte ai più freddi calcoli / siamo capaci di aspirazioni in un modo che nessun computer saprebbe suggerire, / e sarà proprio questo a salvarci dall’abisso…”.
In questa poesia intitolata “The Unprompted”, “Gli spontanei”, Salome Agbaroji riflette sulle relazioni tra essere umano, tecnologia e intelligenza artificiale, chiedendosi se innovazione e algoritmi ci allontanino dalla nostra umanità e ci invita a ricordare che solo noi siamo capaci di speranza e compassione, di quella consapevolezza che non può essere creata artificialmente. Agbaroji prosegue sottolineando che siamo capaci di sogni e di impegno e che, se coscientemente decidiamo che il mondo può essere migliore, e lavoriamo per questo, sintonizzati su ottave elevate, con in cuore alti ideali - come quelli teosofici, dalla forza contagiosa, aggiungo io – le cose si trasformeranno.
Il cambiamento non è un evento improvviso ma un processo dinamico che oscilla costantemente tra la spinta al rinnovamento e le resistenze biologiche o mentali che cercano di mantenere lo status quo. Eppure, se ci crediamo, qualsiasi cosa diventa realizzabile.
Tra i molti simboli utilizzati per designare il potere sacro e cosmico della creazione c’è l’elefante bianco che, secondo la leggenda buddhista, la regina Maya sognò come messaggero del concepimento e della nascita di Buddha.
Ma dobbiamo sempre ricordare di farlo pensando alla dea Mahamaya, che rappresenta l'illusione e il velo sugli occhi proprio a tutti gli esseri viventi.
Mahamaya, ci dice Blavatsky, è il grande inganno che ci fa credere di essere separati dall’Assoluto. Noi siamo quell’Assoluto e dunque tutto ci è possibile, finanche credere, con Vasco Rossi, che possa esistere un mondo migliore.

Patrizia Moschin Calvi

Segnalazioni

112° Congresso Nazionale della S.T.I.
Il 112° Congresso Nazionale della Società Teosofica Italiana si è svolto dal 28 al 31 maggio presso l’Hotel Casa del Pellegrino di Padova.
È stata l’occasione per approfondire il tema “Le forme-pensiero, architetture della coscienza”; sono intervenuti Matteo Bonanno, Giacomo Cucugliato, Marina De Grandis, Fabrizio Ferretti, Antonio Girardi, Bruna Girardi, Massimo Introvigne, Elif Kamisli, Kurt Leland, Patrizia Moschin Calvi, Flavia Polignano, Enrico Sempi ed Enrico Stagni. Durante il Congresso sono stati presentati anche due nuovi libri di Edizioni Teosofiche Italiane – “Le Forme-pensiero” di Annie Besant e C.W. Leadbeater e “I Maestri” di Annie Besant – e si è svolta anche, venerdì 29 maggio, l’Assemblea Ordinaria dei Soci della S.T.I.
Al resoconto delle giornate congressuali sarà dato ampio spazio nel prossimo numero della rivista.

Cinque per mille alla S.T.I.
Informiamo tutti i nostri Lettori che anche quest’anno la Società Teosofica Italiana APS è inserita nella lista dei soggetti destinatari del 5 per mille.
L’invito è pertanto quello di assegnare il 5 per mille delle imposte versate all’Erario alla Società Teosofica Italiana. L’opzione del 5 per mille a favore della S.T.I. non è alternativa a quella dei soggetti destinatari dell’8 per mille, già in vigore da anni, e pertanto entrambe le indicazioni possono essere effettuate.
La scelta va esercitata in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi (modello 730 o Modello Unico) apponendo la propria firma di adesione. Tassativo è anche indicare il codice fiscale della Società Teosofica Italiana, che è il seguente: 80022260329.
Da ultimo, ma certo non ultima cosa in ordine di importanza, sottolineiamo che le somme destinate alla Società Teosofica Italiana APS verranno utilizzate per il sostegno alla sua attività, che ha come primo e principale obiettivo quello della Fratellanza Universale senza distinzioni.
Grazie per la sensibilità!

La Pace: un’armonia tra spirito e materia
In un’epoca segnata da incertezze e conflitti, proponiamo una riflessione che supera le barriere temporali (è del 2003) e che ci invita a riscoprire la Pace non come una semplice assenza di guerra ma come uno stato profondo di coscienza e un’armonia dinamica che abbraccia l’intero universo.
Partendo dall’etimologia latina pax (legata al concetto di “patto” e “fissare”), Antonio Girardi ci conduce in un viaggio che attraversa la filosofia di Cicerone e Kant, le tradizioni orientali del Nirvana e della Shanti, fino alle visioni mistiche della Shekina e della Pax Profunda.
L’autore sfida l’idea comune di pace come “inazione”, suggerendo invece una visione rivoluzionaria: la pace come osservazione pura, un “ponte” (Antahkarana) tra la nostra personalità transitoria e l’ego divino. Attraverso il richiamo alla fisica di Einstein e alla teoria delle stringhe, l’articolo mostra come l’armonia sia insita persino nella struttura della materia, legando indissolubilmente scienza e spiritualità. Il cuore della riflessione approda infine alla Fratellanza Universale, dove la pace diventa un atto quotidiano di amore e servizio, capace di trasformare il “qui e ora” in una dimensione sacra. Questo il link all’articolo completo: https://www.teosofica.org/all/RIFLESSIONE_PACE_Girardi.pdf

“Urgency of change”, il podcast di Krishnamurti
Sin dal 1968 la Krishnamurti Foundation Trust preserva e rende disponibili gli insegnamenti di Jiddu Krishnamurti “in modo che questi ... siano mantenuti integri e che non subiscano distorsioni e alterazioni”.
La Fondazione custodisce e cura un archivio completo delle opere originali di J.K. in forma di manoscritti, libri, trascrizioni e registrazioni audio e video di migliaia di discorsi e dialoghi, incontri e conversazioni. Conserva anche una raccolta di lettere di Krishnamurti, fotografie e molto materiale che riguarda la sua vita e le sue opere.
Tra i materiali disponibili gratuitamente segnaliamo il podcast “The urgency of change”, che conta già più di 250 episodi ed è disponibile, in lingua inglese, su Spotify, Apple podcast, YouTube e Amazon music. Per maggiori informazioni: https://kfoundation.org/podcast/

La coscienza: un diamante dalle mille facce
La coscienza dell’essere umano è come un diamante dalle mille facce, alcune note, molte ancora inesplorate. In esse convivono il portato ancestrale dell’evoluzione ma anche le esperienze, i ricordi e i sogni. È un diamante in grado di riflettere la luce che proviene dall’esterno, dalla forza della vita e dalle interazioni infinite di un cosmo costantemente in movimento e legato alla legge del karma; ma riflette anche la luce che sboccia interiormente, quando una mente quieta e un cuore aperto aprono la strada all’osservazione attenta e neutrale e alla possibilità che il particolare e l’universale convivano in un unico insieme.
In questo quadro assume una particolare importanza la capacità di individuare nell’esperienza personale le tracce dell’eterno e dell’infinito.
Un modo semplice di vivere questo aspetto è distinguere i momenti in cui il cuore si è aperto una prima volta a una visione poetica e sensibile dell’esistenza. Sono ricordi questi spesso legati all’infanzia e all’adolescenza, accompagnati da stati emotivi di rottura degli schemi utilizzati fino a quel momento. Si tratta delle tracce sensibili di quelle intuizioni, doni della vita, che permettono di capire il proprio destino e la propria vera natura. Ricordi dunque non paradigmatici, ma fluidi e vitali, sempre pronti a indirizzarci verso le cose buone della vita e a farci comprendere la dimensione del dolore come motore della crescita interiore e ispiratore della dimensione del servizio.

Meditazioni globali
Il Quartier Generale Internazionale della Società Teosofica ha organizzato, l’11 aprile e il 16 maggio, due meditazioni globali, collegando online tutto il mondo.
In questi tempi, in cui il mondo affronta grandi sfide, siamo chiamati a rafforzare la luce della bontà, unendoci nella meditazione per coltivare la pace, guarire il pianeta e risvegliare la saggezza in tutte le persone.

Raduno internazionale dei Giovani Teosofi
Dal 30 maggio al 4 giugno 2026 si è tenuto, presso il Theosophical Centre in Kreivila (Finlandia), il tradizionale Raduno dei Giovani Teosofi, un incontro internazionale dedicato ai giovani membri delle sezioni nazionali della Società Teosofica. L’evento ha offerto uno spazio di condivisione, dialogo e crescita personale attraverso conferenze, workshop e attività di gruppo.
Partecipanti da diversi Paesi si sono riuniti per approfondire temi spirituali, sviluppare consapevolezza e costruire connessioni significative in un contesto interculturale. L’iniziativa mira a rafforzare la collaborazione e il senso di comunità tra le nuove generazioni teosofiche.

Celebrazione del Loto Bianco a Roma
Lo scorso 9 maggio i Gruppi Teosofici “Lumen HPB” e “R. Assagioli” di Roma e “J. Krishnamurti” di Grottaferrata (RM) si sono riuniti per festeggiare la ricorrenza del Loto Bianco con letture dedicate, come da espressa volontà di HPB. Ospite della giornata la Presidente della S.T.I. Patrizia Moschin Calvi che, nell’occasione, ha tenuto una conferenza. Davanti a un nutrito pubblico sono state anche consegnate due nuove tessere d’iscrizione a Soci del Gruppo Teosofico “Lumen H.P.B.” e conferito ad Adriana Simeoni, Presidente onoraria del Gruppo Teosofico “R. Assagioli”, un attestato di benemerenza quale ringraziamento per l’opera svolta a favore dell’ideale teosofico.

Incontro a Villa Simplicitas
Nel weekend del primo maggio 2026, una sessantina di persone dell’Associazione Mei Ling ETS si è riunita a Villa Simplicitas, Valle Intelvi (CO), una splendida oasi montana di tranquillità e silenzio sospesa tra due laghi, per celebrare il Wesak con un sentito ritiro di meditazione, raccoglimento e connessione.
In questa occasione è stato anche proiettato il docufilm “Lungo le vie del cuore – la Società Teosofica, la storia italiana” dei registi Maria Erica Pacileo e Fernando Maraghini. La proiezione è stata preceduta da un dialogo tra Patrizia Moschin Calvi, Presidente della S.T.I., e Barbara Sangiovanni De Donatis, cofondatrice dell’Associazione Mei Ling. È stato un momento molto intenso, che ha aperto uno spazio di riflessione sul legame tra pratica spirituale, ricerca interiore e visione teosofica.

Etica e intelligenza artificiale
Il settantesimo appuntamento del ciclo “I mercoledì con la Società Teosofica” si è svolto il 20 maggio scorso con un approfondimento del tema: “Etica e Intelligenza Artificiale: stato dell’arte e prospettive future”. Relatore è stato Antonio Girardi, Segretario Generale della Società Teosofica Italiana dal 1995 al 2021, Presidente della stessa dal 2022 al 2025 e studioso del tema. Girardi ha dialogato nell’occasione con Andrea Colagrossi, del Gruppo Teosofico “Jiddu Krishnamurti” di Grottaferrata (RM).
L’attualità del rapporto tra etica e intelligenza artificiale si manifesta oggi nell’urgenza di governare tecnologie che non sono più solo strumenti, ma agenti decisionali autonomi. Con l’entrata in vigore di normative come l’AI Act europeo, il dibattito si è spostato dalla teoria alla pratica.
L’introduzione del concetto di algoretica sottolinea la necessità di inserire valori umani direttamente nel codice, garantendo che l’IA rimanga un supporto antropocentrico e non una “scatola nera” imperscrutabile. In settori critici come la medicina e la giustizia la sfida attuale è bilanciare l’efficienza delle macchine con la responsabilità umana, per evitare che l’automazione eroda i diritti fondamentali e la privacy.
Ricordiamo che sul canale YouTube della S.T.I. sono disponibili le registrazioni di questo e degli appuntamenti precedenti de “I Mercoledì con la S.T.”, così come molti altri video: https://www.youtube.com/playlist?list=PLYIYgpvyoh9QrOyAdze4B1hOoMhpq2g5y.
Dopo l’appuntamento del 24 giugno serate de “I mercoledì con la Società Teosofica” riprenderanno in autunno.

Le Elegie di Ferruccio Busoni
Il 15 maggio scorso la Biblioteca Centrale di Firenze ha organizzato, nell’ambito degli eventi musicali del 2026, una conferenza del prof. Alessandro Bistarelli dal titolo: “Le Elegie di Ferruccio Busoni. Analisi estetica e linguistica di un capolavoro”.
La figura di Ferruccio Busoni (18661924), musicista italotedesco, è ancora poco conosciuta e valorizzata nella sua problematica complessità. Grandissimo pianista, compositore, teorico della musica e delle arti, ricercava nella creazione artistica una dimensione di spiritualità e di trascendenza.
Busoni considerava la musica un mezzo per avvicinarsi all’essenza dell’universo, descrivendola spesso come assoluta, libera dai vincoli tradizionali e basata su toni e ritmi vibranti. Si interessò anche a studi mistici e occulti, incluso il pensiero di Emanuel Swedenborg.
Il capolavoro di Busoni, il “Doktor Faust”, è considerato l’esempio più alto della sua visione simbolista e antiverista, in cui la ricerca teologica si fonde con tematiche esoteriche. La sua visione artistica si colloca in un contesto culturale in cui il misticismo teosofico (inclusi i richiami all’Oriente e le idee di un logos creatore) era molto presente, influenzando anche altri artisti contemporanei.

Recensioni

La fabbrica della carne
Animal Equality è un’organizzazione internazionale, fondata nel 2006 con una missione: proteggere gli animali. Oggi è presente in tre continenti e conta migliaia di volontari entusiasti che operano nella difesa degli animali cresciuti a scopo alimentare nel mondo.
Nel libro La fabbrica della carne – edito da “Il Millimetro” – è raccolto e raccontato il frutto del lavoro dei suoi attivisti, un’indagine approfondita, spesso svolta sotto copertura, che documenta con dati esclusivi cosa accade realmente all’interno di allevamenti intensivi e macelli.
Attraverso testimonianze, report e studi scientifici il lettore viene accompagnato in un viaggio scomodo ma necessario, capace di mettere in discussione il nostro rapporto quotidiano con il cibo e con gli animali.

Quello che possiamo sapere
Questo il titolo dell’ultima opera del romanziere inglese Ian McEwan, pubblicato da Einaudi. L’autore accompagna il lettore in un viaggio
nel tempo, portandolo nel 2119 per fargli constatare le conseguenze, sul piano tecnologico (con i suoi mostri) e climatico (con i suoi choc), derivanti dalle scelte sbagliate e dall’indifferenza nei confronti dell’umanità e dell’umano sentire.
In una interessante intervista, rilasciata a Walter Veltroni e pubblicata nell’inserto “La Lettura” del Corriere della Sera, McEwan osserva: “Le grandi conquiste della scienza e della tecnologia stanno diventando sempre più complesse e, soprattutto, il loro destino si è intrecciato con le forme estreme del capitalismo. La nostra preoccupazione, oggi, è che comincino a fuoriuscire dal controllo democratico … è la storia di Frankenstein … Con quel romanzo per la prima volta, in letteratura, emerge l’idea che sia possibile fabbricare un mostro. Salvo poi rendersi conto che quella creatura può sfuggire di mano, con esiti incalcolabili. Mary Shelley lo aveva previsto nel XIX secolo e forse anche noi avremmo potuto immaginarlo, osservando senza distrazioni o sottovalutazioni l’evoluzione delle tecnologie e il loro crescente rapporto con il profitto”.

Il libro dei Morti di Kha
Il Museo Egizio di Torino, diretto da Christian Greco, ha pubblicato con la Franco Cosimo Panini Editore un prezioso volumetto dedicato al Libro dei Morti di Kha.
Ricordiamo che Libro dei Morti è il nome dato nel 1842 dallo studioso Karl Richard Lepsius a un insieme di testi – in uso dalla XVII dinastia (ca. 1550 a.C.) all’inizio dell’epoca romana (30 a.C.) – che venivano seppelliti assieme al defunto, come una sorta di “passaporto per l’aldilà”. Il nome egizio di questa raccolta era invece “inizio delle formule per uscire di giorno” e faceva riferimento al concetto cardine della cultura egizia della libertà di movimento del defunto che, come peraltro aveva fatto quando era in vita, desiderava entrare e uscire liberamente dai regni del cielo e del sottosuolo.
Il testo iniziale scritto sul papiro di Kha (Torino, Museo Egizio, S.8316/03=S. 8438) è il seguente: “Giorno della sepoltura; per entrare dopo essere uscito. Parole pronunciate dal soprintendente Kha, puro di voce…”. Ritrovato perfettamente conservato nella sua tomba, il Libro dei Morti di Kha era dunque il papiro che doveva guidare il suo proprietario nel viaggio dopo la morte, ricordandogli le formule da recitare per superare gli ostacoli fra lui e la vita eterna. Una preziosa testimonianza delle credenze religiose egizie, analizzata in tutti i suoi dettagli.

Adyar, la Casa dei Maestri
Il Quartier Generale internazionale della Società Teosofica ad Adyar è molto di più di una semplice località, è un santuario di luce, con una straordinaria storia, fatta di dedizione e di fratellanza da parte di generazioni di teosofi. In occasione del 150° anniversario della fondazione della Società Teosofica a questo luogo sacro è stato dedicato il volume Adyar: the Masters’ Home, di Geetha Jaikumar. L’autrice ha compiuto ricerche meticolose negli Archivi della Società Teosofica, per raccontare la storia del campus, delle persone e degli eventi che hanno reso Adyar un luogo così speciale. Un viaggio affascinate e ispirante per tutti, che irradia una potente influenza capace di toccare i cuori di ogni ricercatore spirituale.
Per maggiori informazioni:https://www.editionsadyar.com/products/adyar-the-masters-home-the-story-of-its-history-land-and-people?srsltid=AfmBOor9C2hYwCwQT0rCZlGGjX3fTXM65PcseJ0BxoPeHg-sDVi09bHC

Le dieci parole tradite
Segnaliamo l’uscita – Editore Solferino – dell’’ultimo libro di Venanzio Postiglione, vicedirettore del Corriere della Sera.
Con il titolo Le dieci parole tradite e il sottotitolo “Come abbiamo smarrito le radici della nostra civiltà: dalla democrazia al talento”, il saggio di Postiglione analizza dieci concetti fondamentali che costituiscono l’ossatura della nostra società, ma che oggi appaiono svuotati, distorti o “traditi” dall’attualità.
Essi sono: 1) democrazia: analizzata nel suo scivolamento verso forme illiberali; 2) verità: sommersa dalle falsità e dalla difficoltà di distinguere il vero dal verosimile; 3) talento: spesso “chiuso a chiave” o soffocato da logiche che non ne permettono la fioritura; 4) misura: smarrita in un’epoca di eccessi e di assenza di moderazione 5) pianeta: considerato come un bene offeso e troppo spesso dimenticato; 6) felicità: che ha smesso di essere vissuta come un “bene pubblico” per diventare una ricerca puramente individuale; 7) libertà: spesso travolta dall’odio e dalle dinamiche tossiche dei social media; 8) fraternità: una parola quasi sparita dal dibattito pubblico e dai sogni collettivi; 9) parità: in particolare quella tra uomo e donna, ancora prigioniera di vecchi stereotipi; 10) pace: vista come un valore oggi “stracciato e umiliato” dai conflitti globali.
Dopo aver recuperato il significato originario e il valore storico dei termini chiave, Postiglione passa a criticare il presente, analizzando come la “politica dell’istante” e la “società dell’ansia” abbiano trasformato la democrazia in qualcosa di illiberale, offuscato la verità con le falsità e soffocato il talento.
Ma il libro non è solo una denuncia, bensì un invito a “ripartire”
proprio da queste parole per ritrovare una coscienza collettiva e una moderazione perduta. Esse diventano – ed è un messaggio di grande importanza un vero e proprio “bagaglio” per affrontare la complessità del mondo moderno. In questo nuovo lavoro la riflessione si fa più profonda e sistematica, rispondendo alle sfide di un’epoca che l’autore definisce “senza moderatori”.

I Quaderni di ARTEDUCATIVA
Con il coordinamento di Mara Chinatti e di Claudio Scala vengono presentati semestralmente i quaderni denominati “ARTEDUCATIVA – Sguardi su cammini educativi condivisi”. Il filo conduttore di queste pubblicazioni è la ricerca dell’identità più vera e profonda dell’essere umano, mentre il telaio su cui si sviluppa la trama è quello dell’esistenza.
Nell’ultimo numero segnaliamo gli articoli “Il Sé come cura nella prospettiva della psicologia transpersonale e di Paramahansa Yogananda” di William Esposito, “La parola come cura e responsabilità” di Lucia Bolognesi e “Angelo della cura” di Claudio Sala. Scrive Mara Chinatti nella presentazione: “Dal momento che l’essere umano vive in un universo in costante comunicazione fra tutte le sue parti, egli non può essere disgiunto dal rispetto per Madre Natura e dallo svolgere un lavoro di consapevolezza su di sé”.
Per contatti o informazioni: scala.chinatti@gmail.com

Ordine Teosofico di Servizio

Dai gruppi

Sul sito web della S.T.I. le attività dei Gruppi e dei Centri
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze organizzate nelle varie località.

Gruppo Teosofico di Vallefiorita (CZ)
Dopo il passaggio al di là del velo del Presidente-fondatore Luigi Antonio Macrì, il Gruppo Teosofico “Tetraktys” ha preso atto della necessità di provvedere al rinnovo delle cariche sociali. Si è quindi riunito in assemblea ordinaria il 12 maggio scorso, eleggendo all’unanimità il Fratello Luigi Celano quale Presidente e le Sorelle Maria Brutto come Vicepresidente e Mina Provenzano quale Segretaria.

Articoli del mese

Pier Giorgio Parola
L'illuminazione

Raffaella Puricelli
La scoperta del Sé

Luglio-agosto 2026

Anno LXXXII - N.07-08
cover luglio-agosto 2026

La Rivista Italiana di Teosofia esce con cadenza bimestrale. L'invio avviene tramite il servizio postale. In alternativa è possibile riceverla anche in formato PDF. Il costo dell'abbonamento annuo è fissato in euro 30,00 per l’Italia e per l’Estero in euro 50,00 (formato cartaceo) o 30,00 (invio in PDF). Il versamento può essere effettuato: tramite bollettino sul conto corrente postale numero 55010367, intestato a Società Teosofica Italiana APS - Tesoreria; tramite bonifico al conto Bancoposta: Società Teosofica Italiana APS - CODICE IBAN: IT93 D076 0111 8000 0005 5010 367; oppure con PayPal: https://www.eti-edizioni.it/collane-libri-e-dvd/770-rivista-italiana-di-teosofia.html

Lavorare per un mondo migliore
P. Moschin Calvi 1

Plasmare il futuro
T. Boyd 2

L’illuminazione
P.G. Parola 6

Radices amarae, fructus dulces
B. Girardi 13

Vivere in amorevole gentilezza
A. Bellentani 17

Evoluzione della coscienza: focus su sulla nuova frontiera?
P. Moschin Calvi 18

La scoperta del Sé
R. Puricelli 23

Cenni sullo yoga preliminare dai commentari di I.K. Taimni
L. Marini 28

Le religioni e i loro simbolismi
33

In armonia con la Terra, in armonia con l’Infinito
37

Dal diario di Henry Steel Olcott
39

La prima Scuola Olcott ha 142 anni

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Il giardiniere del ginko-biloba – in ricordo del Fratello Luigi Antonio Macrì
L. Celano 42

Ricordo di Ermanno Vescia
44

Novità editoriale: “Le Forme-pensiero”
45

Segnalazioni 46

Recensioni 48

Dai gruppi 49

Al di là del velo 49

Lavorare per un mondo migliore

Questo numero della Rivista riporta alcune delle relazioni presentate al Seminario Teosofico di Ascona 2026, i cui lavori erano basati sul testo “Autocultura” di I.K. Taimni.
Lavorare su se stessi è il primo passo fondamentale per creare un impatto positivo sul mondo. Lo sviluppo della consapevolezza e dell’equilibrio interiore eleva non solo la nostra vita ma fa sì che diveniamo risorse anche per la comunità, per fare del mondo un posto migliore.
“… Il lavoro per un mondo migliore non è automatizzato. / Nessun computer sarebbe in grado di compiere una tal opera di speranza audace / di infondato ottimismo. / Siamo noi quelli spontanei. / Di fronte ai più freddi calcoli / siamo capaci di aspirazioni in un modo che nessun computer saprebbe suggerire, / e sarà proprio questo a salvarci dall’abisso…”.
In questa poesia intitolata “The Unprompted”, “Gli spontanei”, Salome Agbaroji riflette sulle relazioni tra essere umano, tecnologia e intelligenza artificiale, chiedendosi se innovazione e algoritmi ci allontanino dalla nostra umanità e ci invita a ricordare che solo noi siamo capaci di speranza e compassione, di quella consapevolezza che non può essere creata artificialmente. Agbaroji prosegue sottolineando che siamo capaci di sogni e di impegno e che, se coscientemente decidiamo che il mondo può essere migliore, e lavoriamo per questo, sintonizzati su ottave elevate, con in cuore alti ideali - come quelli teosofici, dalla forza contagiosa, aggiungo io – le cose si trasformeranno.
Il cambiamento non è un evento improvviso ma un processo dinamico che oscilla costantemente tra la spinta al rinnovamento e le resistenze biologiche o mentali che cercano di mantenere lo status quo. Eppure, se ci crediamo, qualsiasi cosa diventa realizzabile.
Tra i molti simboli utilizzati per designare il potere sacro e cosmico della creazione c’è l’elefante bianco che, secondo la leggenda buddhista, la regina Maya sognò come messaggero del concepimento e della nascita di Buddha.
Ma dobbiamo sempre ricordare di farlo pensando alla dea Mahamaya, che rappresenta l'illusione e il velo sugli occhi proprio a tutti gli esseri viventi.
Mahamaya, ci dice Blavatsky, è il grande inganno che ci fa credere di essere separati dall’Assoluto. Noi siamo quell’Assoluto e dunque tutto ci è possibile, finanche credere, con Vasco Rossi, che possa esistere un mondo migliore.

Patrizia Moschin Calvi

Segnalazioni

112° Congresso Nazionale della S.T.I.
Il 112° Congresso Nazionale della Società Teosofica Italiana si è svolto dal 28 al 31 maggio presso l’Hotel Casa del Pellegrino di Padova.
È stata l’occasione per approfondire il tema “Le forme-pensiero, architetture della coscienza”; sono intervenuti Matteo Bonanno, Giacomo Cucugliato, Marina De Grandis, Fabrizio Ferretti, Antonio Girardi, Bruna Girardi, Massimo Introvigne, Elif Kamisli, Kurt Leland, Patrizia Moschin Calvi, Flavia Polignano, Enrico Sempi ed Enrico Stagni. Durante il Congresso sono stati presentati anche due nuovi libri di Edizioni Teosofiche Italiane – “Le Forme-pensiero” di Annie Besant e C.W. Leadbeater e “I Maestri” di Annie Besant – e si è svolta anche, venerdì 29 maggio, l’Assemblea Ordinaria dei Soci della S.T.I.
Al resoconto delle giornate congressuali sarà dato ampio spazio nel prossimo numero della rivista.

Cinque per mille alla S.T.I.
Informiamo tutti i nostri Lettori che anche quest’anno la Società Teosofica Italiana APS è inserita nella lista dei soggetti destinatari del 5 per mille.
L’invito è pertanto quello di assegnare il 5 per mille delle imposte versate all’Erario alla Società Teosofica Italiana. L’opzione del 5 per mille a favore della S.T.I. non è alternativa a quella dei soggetti destinatari dell’8 per mille, già in vigore da anni, e pertanto entrambe le indicazioni possono essere effettuate.
La scelta va esercitata in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi (modello 730 o Modello Unico) apponendo la propria firma di adesione. Tassativo è anche indicare il codice fiscale della Società Teosofica Italiana, che è il seguente: 80022260329.
Da ultimo, ma certo non ultima cosa in ordine di importanza, sottolineiamo che le somme destinate alla Società Teosofica Italiana APS verranno utilizzate per il sostegno alla sua attività, che ha come primo e principale obiettivo quello della Fratellanza Universale senza distinzioni.
Grazie per la sensibilità!

La Pace: un’armonia tra spirito e materia
In un’epoca segnata da incertezze e conflitti, proponiamo una riflessione che supera le barriere temporali (è del 2003) e che ci invita a riscoprire la Pace non come una semplice assenza di guerra ma come uno stato profondo di coscienza e un’armonia dinamica che abbraccia l’intero universo.
Partendo dall’etimologia latina pax (legata al concetto di “patto” e “fissare”), Antonio Girardi ci conduce in un viaggio che attraversa la filosofia di Cicerone e Kant, le tradizioni orientali del Nirvana e della Shanti, fino alle visioni mistiche della Shekina e della Pax Profunda.
L’autore sfida l’idea comune di pace come “inazione”, suggerendo invece una visione rivoluzionaria: la pace come osservazione pura, un “ponte” (Antahkarana) tra la nostra personalità transitoria e l’ego divino. Attraverso il richiamo alla fisica di Einstein e alla teoria delle stringhe, l’articolo mostra come l’armonia sia insita persino nella struttura della materia, legando indissolubilmente scienza e spiritualità. Il cuore della riflessione approda infine alla Fratellanza Universale, dove la pace diventa un atto quotidiano di amore e servizio, capace di trasformare il “qui e ora” in una dimensione sacra. Questo il link all’articolo completo: https://www.teosofica.org/all/RIFLESSIONE_PACE_Girardi.pdf

“Urgency of change”, il podcast di Krishnamurti
Sin dal 1968 la Krishnamurti Foundation Trust preserva e rende disponibili gli insegnamenti di Jiddu Krishnamurti “in modo che questi ... siano mantenuti integri e che non subiscano distorsioni e alterazioni”.
La Fondazione custodisce e cura un archivio completo delle opere originali di J.K. in forma di manoscritti, libri, trascrizioni e registrazioni audio e video di migliaia di discorsi e dialoghi, incontri e conversazioni. Conserva anche una raccolta di lettere di Krishnamurti, fotografie e molto materiale che riguarda la sua vita e le sue opere.
Tra i materiali disponibili gratuitamente segnaliamo il podcast “The urgency of change”, che conta già più di 250 episodi ed è disponibile, in lingua inglese, su Spotify, Apple podcast, YouTube e Amazon music. Per maggiori informazioni: https://kfoundation.org/podcast/

La coscienza: un diamante dalle mille facce
La coscienza dell’essere umano è come un diamante dalle mille facce, alcune note, molte ancora inesplorate. In esse convivono il portato ancestrale dell’evoluzione ma anche le esperienze, i ricordi e i sogni. È un diamante in grado di riflettere la luce che proviene dall’esterno, dalla forza della vita e dalle interazioni infinite di un cosmo costantemente in movimento e legato alla legge del karma; ma riflette anche la luce che sboccia interiormente, quando una mente quieta e un cuore aperto aprono la strada all’osservazione attenta e neutrale e alla possibilità che il particolare e l’universale convivano in un unico insieme.
In questo quadro assume una particolare importanza la capacità di individuare nell’esperienza personale le tracce dell’eterno e dell’infinito.
Un modo semplice di vivere questo aspetto è distinguere i momenti in cui il cuore si è aperto una prima volta a una visione poetica e sensibile dell’esistenza. Sono ricordi questi spesso legati all’infanzia e all’adolescenza, accompagnati da stati emotivi di rottura degli schemi utilizzati fino a quel momento. Si tratta delle tracce sensibili di quelle intuizioni, doni della vita, che permettono di capire il proprio destino e la propria vera natura. Ricordi dunque non paradigmatici, ma fluidi e vitali, sempre pronti a indirizzarci verso le cose buone della vita e a farci comprendere la dimensione del dolore come motore della crescita interiore e ispiratore della dimensione del servizio.

Meditazioni globali
Il Quartier Generale Internazionale della Società Teosofica ha organizzato, l’11 aprile e il 16 maggio, due meditazioni globali, collegando online tutto il mondo.
In questi tempi, in cui il mondo affronta grandi sfide, siamo chiamati a rafforzare la luce della bontà, unendoci nella meditazione per coltivare la pace, guarire il pianeta e risvegliare la saggezza in tutte le persone.

Raduno internazionale dei Giovani Teosofi
Dal 30 maggio al 4 giugno 2026 si è tenuto, presso il Theosophical Centre in Kreivila (Finlandia), il tradizionale Raduno dei Giovani Teosofi, un incontro internazionale dedicato ai giovani membri delle sezioni nazionali della Società Teosofica. L’evento ha offerto uno spazio di condivisione, dialogo e crescita personale attraverso conferenze, workshop e attività di gruppo.
Partecipanti da diversi Paesi si sono riuniti per approfondire temi spirituali, sviluppare consapevolezza e costruire connessioni significative in un contesto interculturale. L’iniziativa mira a rafforzare la collaborazione e il senso di comunità tra le nuove generazioni teosofiche.

Celebrazione del Loto Bianco a Roma
Lo scorso 9 maggio i Gruppi Teosofici “Lumen HPB” e “R. Assagioli” di Roma e “J. Krishnamurti” di Grottaferrata (RM) si sono riuniti per festeggiare la ricorrenza del Loto Bianco con letture dedicate, come da espressa volontà di HPB. Ospite della giornata la Presidente della S.T.I. Patrizia Moschin Calvi che, nell’occasione, ha tenuto una conferenza. Davanti a un nutrito pubblico sono state anche consegnate due nuove tessere d’iscrizione a Soci del Gruppo Teosofico “Lumen H.P.B.” e conferito ad Adriana Simeoni, Presidente onoraria del Gruppo Teosofico “R. Assagioli”, un attestato di benemerenza quale ringraziamento per l’opera svolta a favore dell’ideale teosofico.

Incontro a Villa Simplicitas
Nel weekend del primo maggio 2026, una sessantina di persone dell’Associazione Mei Ling ETS si è riunita a Villa Simplicitas, Valle Intelvi (CO), una splendida oasi montana di tranquillità e silenzio sospesa tra due laghi, per celebrare il Wesak con un sentito ritiro di meditazione, raccoglimento e connessione.
In questa occasione è stato anche proiettato il docufilm “Lungo le vie del cuore – la Società Teosofica, la storia italiana” dei registi Maria Erica Pacileo e Fernando Maraghini. La proiezione è stata preceduta da un dialogo tra Patrizia Moschin Calvi, Presidente della S.T.I., e Barbara Sangiovanni De Donatis, cofondatrice dell’Associazione Mei Ling. È stato un momento molto intenso, che ha aperto uno spazio di riflessione sul legame tra pratica spirituale, ricerca interiore e visione teosofica.

Etica e intelligenza artificiale
Il settantesimo appuntamento del ciclo “I mercoledì con la Società Teosofica” si è svolto il 20 maggio scorso con un approfondimento del tema: “Etica e Intelligenza Artificiale: stato dell’arte e prospettive future”. Relatore è stato Antonio Girardi, Segretario Generale della Società Teosofica Italiana dal 1995 al 2021, Presidente della stessa dal 2022 al 2025 e studioso del tema. Girardi ha dialogato nell’occasione con Andrea Colagrossi, del Gruppo Teosofico “Jiddu Krishnamurti” di Grottaferrata (RM).
L’attualità del rapporto tra etica e intelligenza artificiale si manifesta oggi nell’urgenza di governare tecnologie che non sono più solo strumenti, ma agenti decisionali autonomi. Con l’entrata in vigore di normative come l’AI Act europeo, il dibattito si è spostato dalla teoria alla pratica.
L’introduzione del concetto di algoretica sottolinea la necessità di inserire valori umani direttamente nel codice, garantendo che l’IA rimanga un supporto antropocentrico e non una “scatola nera” imperscrutabile. In settori critici come la medicina e la giustizia la sfida attuale è bilanciare l’efficienza delle macchine con la responsabilità umana, per evitare che l’automazione eroda i diritti fondamentali e la privacy.
Ricordiamo che sul canale YouTube della S.T.I. sono disponibili le registrazioni di questo e degli appuntamenti precedenti de “I Mercoledì con la S.T.”, così come molti altri video: https://www.youtube.com/playlist?list=PLYIYgpvyoh9QrOyAdze4B1hOoMhpq2g5y.
Dopo l’appuntamento del 24 giugno serate de “I mercoledì con la Società Teosofica” riprenderanno in autunno.

Le Elegie di Ferruccio Busoni
Il 15 maggio scorso la Biblioteca Centrale di Firenze ha organizzato, nell’ambito degli eventi musicali del 2026, una conferenza del prof. Alessandro Bistarelli dal titolo: “Le Elegie di Ferruccio Busoni. Analisi estetica e linguistica di un capolavoro”.
La figura di Ferruccio Busoni (18661924), musicista italotedesco, è ancora poco conosciuta e valorizzata nella sua problematica complessità. Grandissimo pianista, compositore, teorico della musica e delle arti, ricercava nella creazione artistica una dimensione di spiritualità e di trascendenza.
Busoni considerava la musica un mezzo per avvicinarsi all’essenza dell’universo, descrivendola spesso come assoluta, libera dai vincoli tradizionali e basata su toni e ritmi vibranti. Si interessò anche a studi mistici e occulti, incluso il pensiero di Emanuel Swedenborg.
Il capolavoro di Busoni, il “Doktor Faust”, è considerato l’esempio più alto della sua visione simbolista e antiverista, in cui la ricerca teologica si fonde con tematiche esoteriche. La sua visione artistica si colloca in un contesto culturale in cui il misticismo teosofico (inclusi i richiami all’Oriente e le idee di un logos creatore) era molto presente, influenzando anche altri artisti contemporanei.

Recensioni

La fabbrica della carne
Animal Equality è un’organizzazione internazionale, fondata nel 2006 con una missione: proteggere gli animali. Oggi è presente in tre continenti e conta migliaia di volontari entusiasti che operano nella difesa degli animali cresciuti a scopo alimentare nel mondo.
Nel libro La fabbrica della carne – edito da “Il Millimetro” – è raccolto e raccontato il frutto del lavoro dei suoi attivisti, un’indagine approfondita, spesso svolta sotto copertura, che documenta con dati esclusivi cosa accade realmente all’interno di allevamenti intensivi e macelli.
Attraverso testimonianze, report e studi scientifici il lettore viene accompagnato in un viaggio scomodo ma necessario, capace di mettere in discussione il nostro rapporto quotidiano con il cibo e con gli animali.

Quello che possiamo sapere
Questo il titolo dell’ultima opera del romanziere inglese Ian McEwan, pubblicato da Einaudi. L’autore accompagna il lettore in un viaggio
nel tempo, portandolo nel 2119 per fargli constatare le conseguenze, sul piano tecnologico (con i suoi mostri) e climatico (con i suoi choc), derivanti dalle scelte sbagliate e dall’indifferenza nei confronti dell’umanità e dell’umano sentire.
In una interessante intervista, rilasciata a Walter Veltroni e pubblicata nell’inserto “La Lettura” del Corriere della Sera, McEwan osserva: “Le grandi conquiste della scienza e della tecnologia stanno diventando sempre più complesse e, soprattutto, il loro destino si è intrecciato con le forme estreme del capitalismo. La nostra preoccupazione, oggi, è che comincino a fuoriuscire dal controllo democratico … è la storia di Frankenstein … Con quel romanzo per la prima volta, in letteratura, emerge l’idea che sia possibile fabbricare un mostro. Salvo poi rendersi conto che quella creatura può sfuggire di mano, con esiti incalcolabili. Mary Shelley lo aveva previsto nel XIX secolo e forse anche noi avremmo potuto immaginarlo, osservando senza distrazioni o sottovalutazioni l’evoluzione delle tecnologie e il loro crescente rapporto con il profitto”.

Il libro dei Morti di Kha
Il Museo Egizio di Torino, diretto da Christian Greco, ha pubblicato con la Franco Cosimo Panini Editore un prezioso volumetto dedicato al Libro dei Morti di Kha.
Ricordiamo che Libro dei Morti è il nome dato nel 1842 dallo studioso Karl Richard Lepsius a un insieme di testi – in uso dalla XVII dinastia (ca. 1550 a.C.) all’inizio dell’epoca romana (30 a.C.) – che venivano seppelliti assieme al defunto, come una sorta di “passaporto per l’aldilà”. Il nome egizio di questa raccolta era invece “inizio delle formule per uscire di giorno” e faceva riferimento al concetto cardine della cultura egizia della libertà di movimento del defunto che, come peraltro aveva fatto quando era in vita, desiderava entrare e uscire liberamente dai regni del cielo e del sottosuolo.
Il testo iniziale scritto sul papiro di Kha (Torino, Museo Egizio, S.8316/03=S. 8438) è il seguente: “Giorno della sepoltura; per entrare dopo essere uscito. Parole pronunciate dal soprintendente Kha, puro di voce…”. Ritrovato perfettamente conservato nella sua tomba, il Libro dei Morti di Kha era dunque il papiro che doveva guidare il suo proprietario nel viaggio dopo la morte, ricordandogli le formule da recitare per superare gli ostacoli fra lui e la vita eterna. Una preziosa testimonianza delle credenze religiose egizie, analizzata in tutti i suoi dettagli.

Adyar, la Casa dei Maestri
Il Quartier Generale internazionale della Società Teosofica ad Adyar è molto di più di una semplice località, è un santuario di luce, con una straordinaria storia, fatta di dedizione e di fratellanza da parte di generazioni di teosofi. In occasione del 150° anniversario della fondazione della Società Teosofica a questo luogo sacro è stato dedicato il volume Adyar: the Masters’ Home, di Geetha Jaikumar. L’autrice ha compiuto ricerche meticolose negli Archivi della Società Teosofica, per raccontare la storia del campus, delle persone e degli eventi che hanno reso Adyar un luogo così speciale. Un viaggio affascinate e ispirante per tutti, che irradia una potente influenza capace di toccare i cuori di ogni ricercatore spirituale.
Per maggiori informazioni:https://www.editionsadyar.com/products/adyar-the-masters-home-the-story-of-its-history-land-and-people?srsltid=AfmBOor9C2hYwCwQT0rCZlGGjX3fTXM65PcseJ0BxoPeHg-sDVi09bHC

Le dieci parole tradite
Segnaliamo l’uscita – Editore Solferino – dell’’ultimo libro di Venanzio Postiglione, vicedirettore del Corriere della Sera.
Con il titolo Le dieci parole tradite e il sottotitolo “Come abbiamo smarrito le radici della nostra civiltà: dalla democrazia al talento”, il saggio di Postiglione analizza dieci concetti fondamentali che costituiscono l’ossatura della nostra società, ma che oggi appaiono svuotati, distorti o “traditi” dall’attualità.
Essi sono: 1) democrazia: analizzata nel suo scivolamento verso forme illiberali; 2) verità: sommersa dalle falsità e dalla difficoltà di distinguere il vero dal verosimile; 3) talento: spesso “chiuso a chiave” o soffocato da logiche che non ne permettono la fioritura; 4) misura: smarrita in un’epoca di eccessi e di assenza di moderazione 5) pianeta: considerato come un bene offeso e troppo spesso dimenticato; 6) felicità: che ha smesso di essere vissuta come un “bene pubblico” per diventare una ricerca puramente individuale; 7) libertà: spesso travolta dall’odio e dalle dinamiche tossiche dei social media; 8) fraternità: una parola quasi sparita dal dibattito pubblico e dai sogni collettivi; 9) parità: in particolare quella tra uomo e donna, ancora prigioniera di vecchi stereotipi; 10) pace: vista come un valore oggi “stracciato e umiliato” dai conflitti globali.
Dopo aver recuperato il significato originario e il valore storico dei termini chiave, Postiglione passa a criticare il presente, analizzando come la “politica dell’istante” e la “società dell’ansia” abbiano trasformato la democrazia in qualcosa di illiberale, offuscato la verità con le falsità e soffocato il talento.
Ma il libro non è solo una denuncia, bensì un invito a “ripartire”
proprio da queste parole per ritrovare una coscienza collettiva e una moderazione perduta. Esse diventano – ed è un messaggio di grande importanza un vero e proprio “bagaglio” per affrontare la complessità del mondo moderno. In questo nuovo lavoro la riflessione si fa più profonda e sistematica, rispondendo alle sfide di un’epoca che l’autore definisce “senza moderatori”.

I Quaderni di ARTEDUCATIVA
Con il coordinamento di Mara Chinatti e di Claudio Scala vengono presentati semestralmente i quaderni denominati “ARTEDUCATIVA – Sguardi su cammini educativi condivisi”. Il filo conduttore di queste pubblicazioni è la ricerca dell’identità più vera e profonda dell’essere umano, mentre il telaio su cui si sviluppa la trama è quello dell’esistenza.
Nell’ultimo numero segnaliamo gli articoli “Il Sé come cura nella prospettiva della psicologia transpersonale e di Paramahansa Yogananda” di William Esposito, “La parola come cura e responsabilità” di Lucia Bolognesi e “Angelo della cura” di Claudio Sala. Scrive Mara Chinatti nella presentazione: “Dal momento che l’essere umano vive in un universo in costante comunicazione fra tutte le sue parti, egli non può essere disgiunto dal rispetto per Madre Natura e dallo svolgere un lavoro di consapevolezza su di sé”.
Per contatti o informazioni: scala.chinatti@gmail.com

Ordine Teosofico di Servizio

Dai gruppi

Sul sito web della S.T.I. le attività dei Gruppi e dei Centri
Le attività dei Gruppi e dei Centri della Società Teosofica Italiana sono presentate, giorno per giorno, su internet e sono consultabili collegandosi al sito della S.T.I. all’indirizzo: www.teosofica.org
Aprendo la sezione “Eventi e Convegni” è possibile registrarsi accedendo così all’elenco delle riunioni e delle conferenze organizzate nelle varie località.

Gruppo Teosofico di Vallefiorita (CZ)
Dopo il passaggio al di là del velo del Presidente-fondatore Luigi Antonio Macrì, il Gruppo Teosofico “Tetraktys” ha preso atto della necessità di provvedere al rinnovo delle cariche sociali. Si è quindi riunito in assemblea ordinaria il 12 maggio scorso, eleggendo all’unanimità il Fratello Luigi Celano quale Presidente e le Sorelle Maria Brutto come Vicepresidente e Mina Provenzano quale Segretaria.

Articoli del mese

Pier Giorgio Parola
L'illuminazione

Raffaella Puricelli
La scoperta del Sé